Santa Cecilia Ctesibio, il greco di Alessandria, che tre secoli prima di Cristo "inventò" l'organo, mai avrebbe creduto che quello strumento, suonato poi anche da Nerone, sarebbe diventato per vari secoli il "re degli strumenti" e, oggi, in terra di Tuscia, sarebbe stato chiamato a rappresentare, per gli 80 anni della Provincia di Viterbo, uno speciale segno storico identitario della cultura e del culto di un popolo. Gli organi del Capoluogo e di molte altre città, stupendi sia musicalmente che architettonicamente, hanno, infatti, accompagnato per secoli i momenti più significativi della vita comunitaria con l'armonia di suoni che sanno fondersi con il sentimento espresso dai cori e dal canto individuale nella liturgia, la quale è anzitutto atto collettivo di popolo. Organi di grande pregio artistico e di lunga storia costruiti da esperti Maestri organari e accarezzati da mani sapienti. Torneranno a suonare in questa importante Rassegna "L'organo incontra" voluta, per iniziativa del Maestro Marco Bondini e da Rosanna Settembri, l'organizzatrice, da giovani musicisti viterbesi, con l'obiettivo di lanciare alcuni messaggi per la riscoperta dei valori della Tuscia. "L'organo incontra…" , si apre alla collaborazione con altre forme di espressione musicale, dal coro e l'orchestra, all'arpa, fino alla tromba, anche nel ricordo Fernando Germani montefiasconese d'adozione e Sandro Verzari di Ronciglione, due insigni conterranei, entrati a pieno titolo nella storia della musica del nostro tempo. Fusione di armonie, simbolo delle sinergie di cui il viver civile ha sempre bisogno, I concerti si svolgeranno nelle nostre stupende Chiese le quali, più di altri luoghi, si prestano ad ospitare la musica che, di tutte le arti, è certamente la più sublime. Ma non solo concerti. Infatti, ognuna delle sei serate verrà aperta dalla presentazione dell'organo, della sua storia e delle sue caratteristiche, prima che a parlare siano tastiere e pedali . Attività didascalica e conoscitiva cui farà da cornice una importante Mostra nella sede della Provincia. Una volta, però, l'organo sarà muto: succederà a Valleranno nella Chiesa del Ruscello. Accanto al suo silenzio si esibiranno altri strumenti per richiamare a tutti, istituzioni ma anche privati, le difficoltà della conservazione e della valorizzazione dei beni culturali.